San Michele in Isola

 

Nata dall’unione di due isole, San Michele e San Cristoforo della Pace, un tempo luogo di ricovero per le imbarcazioni della vicina isola di Murano, dal 1809 San Michele è diventata il cimitero monumentale di Venezia.
Già nel X secolo su di essa sorgeva una chiesa dedicata all’arcangelo, la chiesa attuale (1469) è stata costruita dall’architetto Mauro Condussi ed è considerata la prima chiesa rinascimentale di Venezia; la facciata della famosa Basilica della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza è ampiamente ispirata a quella di questa chiesa.
Sull’isola riposano il compositore Igor Stravinsky, il premio Nobel per la letteratura Josif Brodzky, il poeta Ezra Pound, l’allenatore Helenio Herrera, il commediografo Cesco Baseggio e l’impresario e direttore artistico Sergej Djagilev, tutt’oggi molte le ragazze che si diplomano in danza sono solite recarsi presso la sua tomba e lasciarvi le scarpette usate durante l’esame.
Negli anni passati l’isola, in occasione del 2 novembre, veniva collegata alla città mediante un ponte di barche.
Durante il grande gelo del 1929, per qualche giorno, fu possibile attraversare a piedi il tratto di laguna tra l’isola e le Fondamente Nuove.

 

La chiesa di San Michele in isola ha un valore artistico molto importate. Realizzata dall’architetto lombardo Mauro Codussi, tra il 1468 e il 1479 (circa quattro secoli prima che l’isola venisse adibita a cimitero) grazie alla sua bellezza è divenuta presto un punto di riferimento per la progettazione di molte altre chiese: tra queste quella della Madonna dei Miracoli a Motta di Livenza. La facciata è realizzata in pietra d’Istria, cavata nell’isola di Brazza.
Il campanile, edificato tra il 1456 e il 1460, è servito da modello per quello della chiesa di Santa Chiara.

 

San Michele in isola, cimitero di Venezia: la suggestiva porta d’acqua posta nella parte sud dell’isola. Era qui che giungeva il famoso ponte di barche che, fino agli anni ’30 del secolo scorso, veniva approntato in occasione della commemorazione dei defunti in modo da agevolare le persone che, dalle Fondamente Nuove, si recavano a render memoria ai loro cari.