A Pellestrina la Giunta e l’Ulss 3 Serenissima concordi sulla piazzola per l’elisoccorso

 

La Giunta ha dato il via libera alla proposta di delibera che prevede la concessione all’Ulss3 Serenissima dell’utilizzo di un’area comunale nelle vicinanze dei “murazzi” con il fine di realizzare una nuova area d’atterraggio-decollo per eliambulanze, ossia elicotteri di soccorso, utili in caso di primaria emergenza. La delibera ora verrà discussa e votata prima dalle competenti commissioni consiliari e, infine, dal Consiglio comunale.

Nello specifico il testo prevede la realizzazione sull’isola di Pellestrina di una piattaforma circolare di 36 metri soprelevata rispetto al suolo di circa 1,5 metri ed alcuni altri interventi funzionali alla fruizione dell’area, la quale sorgerà al confine del sito dell’ex depuratore Veritas.

“L’iter per portare a Pellestrina l’elisoccorso – spiega l’assessore Massimiliano De Martin – sta procedendo e, in pieno accordo con l’Ulss 3 Serenissima, vogliamo impegnarci per fare in modo che i residenti dell’isola possano contare quanto prima questa nuova infrastruttura. L’area identificata, sulla quale verterà un diritto di superficie trentennale a carico di Ulss3 Serenissima, ha già ottenuto tutte le autorizzazioni possibili e permetterà, rispetto alla soluzione immaginata in un primo momento, un inferiore impatto ambientale. Questo intervento, oltre a dare maggior garanzia ai cittadini, riduce le distanze, rendendo sempre più compatibili le esigenze dei residenti del nostro territorio. Ringrazio il direttore generale dell’Ulss Giuseppe Dal Ben per aver trovato una soluzione condivisa e per garantire tutti gli investimenti necessari per la realizzazione dell’elisuperficie”.

“Il nostro impegno ora è fare in modo che la struttura trovi quanto prima compimento – commenta l’assessore alle Politiche Sociali Simone Venturini – Si tratta di un’opera estremamente utile per riuscire a garantire tempi ed efficacia del soccorso dei cittadini e dei turisti che vivono o visitano Pellestrina. Un patto rispettato, un altro tassello che trova il suo spazio nel complesso mosaico che questa Amministrazione sta componendo per la tutela e il benessere degli abitanti delle isole della Laguna”.

“Oggi è un altro giorno importante nel percorso che porterà alla realizzazione di un’opera prioritaria che va a salvaguardare l’incolumità dei cittadini e dei residenti di Pellestrina e dell’Estuario Sud – ha aggiunto il delegato per i rapporti con le isole, Alessandro Scarpa “Marta” – La strategicità di questa infrastruttura è chiara ogni qual volta ci sia un’emergenza sull’isola i mezzi di soccorso sono costretti ad effettuare atterraggi acrobatici sull’arenile. Al sindaco Luigi Brugnaro e al direttore dell’Ulss3 Serenissima Giuseppe Dal Ben – conclude Scarpa “Marta” – arrivi il più sincero grazie mio e di tutti i residenti”.

Venezia, 3 dicembre 2018

 

Il consigliere Scarpa “Marta” al concerto della Fenice a Pellestrina

Il consigliere delegato alle Isole,
Alessandro Scarpa “Marta”, ha
preso parte ieri,
domenica 2
dicembre, in rappresentanza dell’Amministrazione
comunale al “Concerto di Natale della
Fenice” tenutosi alla scuola Loredan di
Pellestrina. Per l’occasione le merlettaie di
Pellestrina hanno organizzato una dimostrazione
del tradizionale lavoro al tombolo tipico
dell’isola, molto apprezzato tra il pubblico,
giunto numeroso alla manifestazione.
Venezia, 3 dicembre 2018

LINK al sito del Comune di Venezia
comunicato stampa:

https://live.comune.venezia.it/it/2018/12/il-consigliere-scarpa-marta-al-concerto-della-fenice-pellestrina

 

 

 

BERNARDINO ZENDRINI: l’ingegnere costruttore dei Murazzi, l’uomo che difese Venezia dal mare

L’ingegnere costruttore dei Murazzi, l’uomo che difese Venezia dal mare

di Alberto Toso Fei

Non esiste veneziano o amante di Venezia che non sappia cosa siano i Murazzi, che non vi sia stato almeno una volta (almeno per prenderci il sole d’estate) o che, nella peggiore delle ipotesi, non ne abbia sentito parlare. Eppure, di questa imponente opera ingegneristica e idraulica settecentesca, che da secoli protegge la laguna dall’erosione e dalla violenza del mare (alla quale dovette inchinarsi una sola volta, durante l’alluvione del 1966), pochissimi conoscono il fautore. Che, come spesso è avvenuto nella storia della città, a Venezia non era nemmeno nato, e in linea teorica nemmeno avrebbe dovuto fare l’ingegnere, nella vita. Bernardino Zendrini infatti vide la luce a Saviore, in Val Camonica (allora parte dei Domini di terra della Serenissima) il 7 aprile 1679, e studiò medicina e matematica all’Università di Padova sotto la guida dell’allora celebre Domenico Guglielmini, del quale fu allievo prediletto. Tornato nella Valle di Saviore esercitò la professione medica fino al 1704, quando decise di trasferirsi in maniera stabile a Venezia e di abbracciare le discipline idrauliche, per le quali aveva iniziato a sviluppare una vera passione, ma non facendosi nemmeno mancare – nel contempo – una collaborazione col “Giornale dei letterati d’Italia” e la pubblicazione di operette di medicina, fisica, matematica, astronomia e meteorologia. In breve tempo divenne uno dei massimi esperti di idraulica del suo tempo, ma ci vollero ancora molti anni prima di arrivare a realizzare la sua opera più ardita: nel 1708, a seguito di una tromba d’aria marina particolarmente intensa, scrisse una dissertazione dove dimostrò di avere intuito le leggi della gravità e le teorie circa l’elettricità e le proprietà dei corpi gassosi. Ma furono i fiumi e le leggi che governano il loro deflusso ciò che alla fine catturò la sua attenzione: nel 1720 risolse il problema dello sbocco del fiume Reno, oggetto di contesa tra i Bolognesi e i Ferraresi, e fu per questo insignito dalla Repubblica di Venezia del titolo di “Matematico sopraintendente alle acque, fiumi, lagune e ponti”. Era solo l’inizio. Nel 1735 si occupò della bonifica di una vasta area attorno a Viareggio, allora dominata dal Lago di Massaciuccoli, ideando una serie di cateratte a porte mobili che – dividendo l’acqua dolce proveniente dal lago da quella salata del mare – riuscirono in parte a risanare la zona. Di questo lavoro rimane memoria in una sua relazione dell’anno successivo: “All’illustrissimo Uficio della foce di Viareggio relazione, che concerne il miglioramento dell’aria e la riforma di quel porto, con una appendice intorno gli effetti delle macchie, per rapporto all’alterazione dell’aria”.

Ma fu nel 1738 che Zendrini gettò le basi per il suo capolavoro, sul litorale tra Pellestrina e il porto di Chioggia: iniziò infatti a sostituire le “palade”, deboli argini di palafitte riempite di sassi che proteggevano Venezia dalle mareggiate ma avevano una durata molto breve, con i “murazzi”, barriere artificiali formate da enormi blocchi in pietra d’Istria cementati con malta idraulica di pozzolana. I Murazzi (“Muràssi”, in veneziano) oggi come allora sono divisi in tre parti: una al Lido, che inizia a Ca’ Bianca e finisce in prossimità degli Alberoni; un’altra sull’isola di Pellestrina, da Santa Maria del Mare fino ai pressi di Ca’ Roman; e una terza, a Chioggia, che inizia da Forte San Felice e finisce (oggi seminterrata per il mutamento morfologico del territorio) al centro di Marina Vecchia, sebbene ai tempi della Serenissima fosse più lunga. Zendrini condensò il suo sapere in un libro, nel 1741: “Leggi e fenomeni, regolazione ed usi delle acque correnti”, frutto di venticinque anni d’esperienze e di studi; il Senato veneziano gli fece erigere un busto marmoreo a Palazzo Ducale (onore riservato a pochi) accompagnato dalla dicitura: “Bernardino Zendrini, matematico della Repubblica, per nascita Camuno, per meriti Veneto”. Sui Murazzi a Pellestrina una lapide ne ricorda il nome e i meriti. L’opera fu completata nel 1782, ma Zendrini non la vide mai completa: era morto a Venezia il 18 maggio 1747.

 

Gazzettino di Venezia link:
https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/alberto_toso_fei_ritratti-4132955.html