L’assessore Besio e il consigliere Scarpa Marta in visita all’oasi naturale di Ca’ Roman con gli allievi dell’ITT “Vendramin Corner”

Prendersi cura dell’ambiente naturale per crescere cittadini consapevoli. Come stanno facendo gli allievi di una scuola veneziana: si tratta dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Vendramin Corner”, indirizzo biotecnologie ambientali, che ha ‘adottato’ la riserva naturale Lipu di Ca’ Roman, e qui svolge azioni di salvaguardia e monitoraggio (comprese nei percorsi PCTO, per le competenze trasversali e per l’orientamento). L’assessore alle Politiche educative Laura Besio e il consigliere delegato alle Isole Alessandro Scarpa ‘Marta’ stamani hanno fatto visita alla riserva, in rappresentanza dell’Amministrazione, accompagnati dai ragazzi, per conoscere e congratularsi del lavoro che oggi riprende, dopo un anno di stop dovuto all’emergenza sanitaria. Con loro anche il responsabile del’oasi LIPU Luca Mamprin.

In particolare alcuni allievi stanno conducendo sul territorio della riserva un progetto di studio e contenimento della Oenothera stucchii, una pianta infestante nociva per l’oasi. Il progetto scientifico “Studio delle specie aliene invasive del litorale di Venezia”, coordinato dalla professoressa Gabriella Buffa, docente di Botanica dell’Università Ca’ Foscari, è stato avviato nella primavera del 2019. Oltre agli allievi del Vendramin Corner coinvolge anche alcuni ricercatori della Facoltà di Scienze ambientali dell’Università Ca’ Foscari e la LIPU, la Lega italiana protezione uccelli, rappresentata da Luca Mamprin.

“L’obiettivo dell’iniziativa, che rientra nel progetto europeo ‘Life Redune’, è ricavare dati a supporto delle scelte gestionali che saranno affrontate nei siti protetti del litorale veneziano, allo scopo di contenere specie di piante invasive, in particolare l’Enagra di Stucchi (Oenothera stucchi)” ha spiegato la professoressa Vincenza Monica, docente dell’ITT ‘Vendramin Corner’ che ha guidato gli allievi nelle varie attività. Dopo una prima fase di monitoraggio delle piante di Oenothera su due lotti geolocalizzati nel 2019, il progetto – unico a livello nazionale nel suo genere – è stato sospeso a dicembre 2019, a causa del Covid 19. Ma oggi l’impegno degli allievi riprende, proseguendo nei mesi estivi con una seconda fase che prevede l’estirpazione della pianta infestante su alcuni lotti di terreno individuati, per poi verificarne gli effetti e studiare i dati raccolti. Infine ci sarà una terza fase di monitoraggio, di almeno due anni, per misurare come le specie invasive reagiscano ai trattamenti subiti.

L’assessore Besio stamani ha visitato l’oasi, accompagnata dai giovani ciceroni del Vendramin Corner: “Ottima iniziativa: non capita sovente che le scuole si attivino per preservare una riserva naturale. Prendere conoscenza diretta del luogo, sporcandosi le mani e non solo studiando sui libri, e farlo sotto una regia e con l’aiuto di autorevoli partner, come Lipu e università, impreziosisce molto l’insegnamento e l’apprendimento. E’ un esempio di ciò a cui deve puntare la scuola: anzitutto essere al passo con i tempi. Prima i temi ambientali non erano oggetto di attenzione. Ora sono all’ordine del giorno tra i banchi, ma anche al centro dell’attività comunale, regionale, governativa” ha commentato Besio.

L’assessore ha inoltre espresso la propria soddisfazione per l’impegno profuso dai ragazzi: “E’ importante per la scuola relazionarsi con il territorio e le realtà che vi operano, stabilendo relazioni e sinergie con i soggetti di riferimento, ma anche attivando collaborazioni ampie, per coinvolgere nei percorsi di crescita istituzioni, enti locali e tutti i soggetti della vita sociale. Inoltre serve coinvolgere ogni giorno in modo attivo i ragazzi. Creando un ponte con il territorio acquisire consapevolezza sui temi della sostenibilità, protezione dell’ambiente e cura della casa comune. Disponiamo a km zero di luoghi meravigliosi come questo, che possono diventare aule a cielo aperto”

Anche il consigliere  delegato alle Isole Alessandro Scarpa ‘Marta’ ha partecipato stamani alla visita della riserva: “Sono nato sull’isola di Pellestrina. L’oasi Ca’ Roman sta molto a cuore alla popolazione dell’isola e va preservato. Sarebbe bello organizzare qui visite con le altre scuole per far conoscere il patrimonio naturalistico del nostro territorio”.

 

 

Burano, la presidente del Consiglio Damiano alla premiazione del concorso “Un merletto per Venezia”

Con la premiazione delle vincitrici del concorso nazionale “Un merletto per Venezia”, giunto alla settima edizione, ha preso ufficialmente il via questa mattina, 14 giugno, il progetto “Il filo del cuore”. L’iniziativa, voluta dalla Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con Fondazione Andriana Marcello e consorzio Venezia Nativa mira a valorizzare il merletto ad ago di Burano e quello a fuselli di Pellestrina.

All’evento odierno, che si è svolto nel Museo del Merletto di Burano, erano presenti in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, la presidente del Consiglio Ermelinda Damiano e il consigliere delegato ai Rapporti con le isole, Alessandro Scarpa “Marta”. In collegamento telematico è intervenuta la presidente della Fondazione Musei Civici, Mariacristina Gribaudi.

Soddisfazione è stata espressa da Gribaudi: “Oggi per noi è un giorno di gioia, nonostante ricorra l’anniversario della morte di Emma Vidal. Se siamo qui a parlare di merletto vuol dire che siamo riuscite nel suo intento di continuare a parlarne e renderlo vivo, facendo in modo che questa meravigliosa arte si tramandi. Sto ricevendo molte richieste di persone adulte che vorrebbero fare corsi di merletto; è molto positivo. Ringrazio la presidente Damiano e il consigliere Scarpa “Marta”, sempre al nostro fianco. Solo facendo rete l’arte del merletto può sopravvivere e andare avanti. Come Fondazione sosterremo sempre sia questo progetto che la scuola del merletto. Fondamentale è anche salvaguardare il made in Italy”.

La presidente Damiano si è invece complimentata per i merletti esposti: “Sono le storie che hanno fatto grande Venezia a spingerci in questo percorso, frutto di condivisione e impegno comune e nel quale come Amministrazione crediamo moltissimo. Tutto è iniziato nel 2016 e abbiamo voluto fare un passo in più per arrivare a vedere riconosciuto il merletto come patrimonio mondiale dell’umanità. Sarebbe una grande vittoria per la città e un modo per valorizzare questa antica arte, patrimonio inestimabile e tradizione plurisecolare della quale siamo orgogliosi, che va salvaguardata, tutelata, valorizzata e trasmessa alle nuove generazioni. L’Amministrazione c’è e vi sostiene. Mi complimento con tutte le merlettaie ho visto i vostri lavori e sono meravigliosi”.

“Vi ringrazio per la vostra presenza e per quello che fate” ha dichiarato il consigliere Scarpa “Marta”. “Senza il vostro lavoro questa tradizione andrebbe perduta. Come Amministrazione siamo molto attenti alla difesa dell’arte del merletto, ma anche al tema delle isole. Lo facciamo dal punto di vista politico ma anche perché ci abitiamo, le viviamo e le portiamo nel cuore. E’ un’emozione essere qua. Sono figlio di una merlettaia di Pellestrina perciò sono entrato in contatto con questa arte sin da bambino. Dobbiamo fare squadra per diffondere questo patrimonio nel mondo”.

Il concorso “Un merletto per Venezia” ha visto la partecipazione di 18 concorrenti, divise in quattro differenti sezioni. Nella categoria del merletto ad ago stile antico, il premio è stato assegnato a Laura Manente per l’opera “Mare di plastica”. Il riconoscimento per l’ago moderno è andato a Lorena Novello con “Il volo di farfalle”. Per i fuselli in stile antico ha vinto Teresa Andrzejewski con l’opera “La vita è meravigliosa” . Per quelli in stile moderno premiate infine Carla Zanchi ed Elena Bartolini per l’opera “Il giusto modello di sviluppo”. Già annunciato il tema dell’edizione 2022, che sarà “L’assenza dell’abbraccio”.

Link al Comune di Venezia: https://live.comune.venezia.it/it/2021/06/burano-al-il-progetto-il-filo-del-cuore-bozza